Aspettando l’Esortazione apostolica post sinodale sull’Amazzonia con realismo …


Si attribuisce allo scrittore francese Sébastien-Roch Nicolas, noto come Chamfort (1741 – 1794), questa frase ritenuta un programma di vita: “Il pessimista si lamenta del vento, l’ottimista aspetta che cambi; il realista aggiusta le vele”. A noi, quando mancano tre giorni alla pubblicazione dell’Esortazione apostolica post sinodale di Papa Francesco, “Querida Amazonía” (Cara Amazzonia), ci sembra veramente che questo pensiero, ormai diventato aforisma, sia molto utile per prepararsi a quanto accadrà mercoledì 12 febbraio e i giorni successivi.


E’ certo, ed è del tutto scontato, che il sistema mediatico mondiale focalizzerà la narrazione sulla “risposta” del Pontefice alle considerazioni del paragrafo N° 111 del Documento finale dove i padri sinodali propongo e suggeriscono che il Pontefice autorizzi l’ordinazione sacerdotale di uomini sposati.

In concreto, il racconto dei media sarà fortemente egemonizzato dal raffronto tra quanto Francesco scrive nella sua quinta Esortazione e ciò che si legge nel Documento conclusivo del Sinodo: “Considerando che la legittima diversità non nuoce alla comunione e all’unità della Chiesa, ma la manifesta e ne è al servizio (cfr. LG 13; OE 6), come testimonia la pluralità dei riti e delle discipline esistenti, proponiamo che, nel quadro di Lumen Gentium 26, l’autorità competente stabilisca criteri e disposizioni per ordinare sacerdoti uomini idonei e riconosciuti dalla comunità, i quali, pur avendo una famiglia legittimamente costituita e stabile, abbiano un diaconato permanente fecondo e ricevano una formazione adeguata per il presbiterato al fine di sostenere la vita della comunità cristiana attraverso la predicazione della Parola e la celebrazione dei Sacramenti nelle zone più remote della regione amazzonica. A questo proposito, alcuni si sono espressi a favore di un approccio universale all’argomento”.


E’ verissimo che l’Esortazione non avrà come tema centrale questa questione sulla quale si discute da sempre e ovviamente in modo particolare in questi ultimi tre anni, nel contesto della preparazione e realizzazione del Sinodo Panamazzonico. L’Esortazione, come lo stesso Papa Francesco anticipò nella sua allocuzione di chiusura dell’assemblea, punta verso “il corpo del Sinodo che sono le diagnosi che abbiamo fatto nelle quattro dimensioni”. (26 ottobre 2019).

E’ evidente che l’ottica adeguata per la lettura e interpretazione del documento non può fare a meno di questo “corpo” e ciò significa che si deve seguire l’intero percorso, il processo in atto, evitando di assolutizzare letture parziali, staccate dall’organismo nel quale ogni cosa trova la sua vera e giusta dimensione. La parola “corpo” che usa il Papa, e che noi abbiamo letto anche come “organismo”, non è secondaria.

Detto questo però si deve capire — ed ecco il nostro riferimento al realismo — che dal punto di vista mediatico il centro, al meno nell’immediatezza (componente intrinseca della comunicazione attuale), sarà la questione dell’ordinazione di uomini sposati nelle regioni dell’Amazzonia. Non solo: la questione sarà ridotta a titoli di poche parole: il Papa ha detto “si” … il Papa ha detto “no”.

Questa è la situazione e la realtà che ci troveremo davanti da mezzogiorno di mercoledì 12 febbraio 2020.
Nessuno si deve lamentare del vento.
Si lavori per cambiare l’indirizzo del vento.
Ma, soprattutto, si aggiustino le vele.
Vale a dire, si faccia delle letture parziali, delle spinte provocate dall’immediatezza, della necessaria semplificazione, uno stimolo corale per andare oltre e raccontare con umiltà, pazienza e trasparenza l’intero corpo sinodale. E non si faccia per un solo giorno o una sola settimana, bensì per molto tempo.
Si ricordi però che per primo occorre evitare la narrazione ossequiosa, le frasi retoriche e rimbombanti, i comportamenti da claque, il linguaggio polveroso e immaturo di chi al posto di spiegare cerca l’applauso.

Con le vele aggiustate per bene e con intelligenza sarà possibile navigare a lungo e arrivare lontano. E’ questione di realismo.

http://www.sinodoamazonico.va/content/sinodoamazonico/it.html

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