Ucraina: Sua Beatitudine Shevchuk: “La Parola di Dio al centro della missione ecumenica”



Chiesa greco-cattolica ucraina Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore (Roma)

Nell’omelia della Prima Domenica della Parola di Dio, che si è celebrata il 26 gennaio scorso a Kyiv, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Capo e Padre della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, ha sottolineato che “la parola di Dio, il Vangelo, non è solo qualche conoscenza, una dottrina un gruppo di idee”, ma è piuttosto “una persona Divina”, e che proprio a partire dalle Scritture che si deve partire per un rinnovato impegno ecumenico, perché le Scritture hanno un posto centrale nella missione dell’unità tra i cristiani.

“I primi cristiani – ha sottolineato Sua Beatitudine – ci hanno detto che la Parola di Dio è il nutrimento da cui prendiamo, e così possiamo crescere nella maturità in Cristo. Ogni volta che leggiamo le scritture, entriamo in dialogo, comunione con Dio. Dio non è un Dio muto, ma un Dio – Parola che ci parla ogni giorno”.


Sua Beatitudine ha quindi notato che “questa è la prima domenica che il Papa ha proclamato domenica della parola di Dio. Il Papa ci vuole dire oggi che la Parola di Dio è un tesoro inesauribile di unità cristiana. Al di là delle confessioni religiose, tutti i cristiani leggono e ascoltano la stessa Parola di Dio”.


La Domenica della Parola di Dio si è celebrata al termine della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, il cui tema quest’anno è “Ci trattarono con umanità”, tratto dal brano degli Apostoli in cui Paolo fa naufragio nell’isola di Malta. Sua Beatitudine Shevchuk la ha celebrata insieme con i rappresentanti delle alle altre Chiese e confessioni religiose.


Il rappresentante della Chiesa ortodossa ucrina, il vescovo Oleksandr Drabynko, metropolita di Pereyaslav-Khmelnytsky e Vyshnevtsi, commentando sul tema della Settimana di Preghiera, ha notato che “spesso lodiamo le nostre identità. Identità che, sfortunatamente, sono spesso nominali piuttosto che evangeliche. E questo è triste, perché dando la precedenza alle cose minori, ci perdiamo a volte come cristiani”.


Il vescovo Oleksandr ha detto che il messaggio di Papa Francesco è quello di “guardare nell’altro, spesso una persona di differente cultura e sguardo, il nostro vicino, una persona che ha bisogno della nostra simpatia e aiuto”.


Il metropolita della Chiesa ortodossa ucraina ha dunque sottolineato che la “misericordia unisce. Ci unisce con Dio e il nostro vicino”.


Sua Beatitudine Shevchuk ha ringraziato il vescovo Oleksandr, i fratelli della Chiesa Cattolica Romana, i Protestanti e i rappresentati della Chiesa Apostolica Armena per la loro presenza.

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