Il «cainismo» nella Bibbia e il «cainismo» nelle teorie evoluzionistiche. Da non confondere


(L.B. – R. C. – a cura Redazione «Il sismografo») Quando Papa Francesco, in questi giorni ha parlato di «cainismo» si riferiva senza ombra di dubbio alla narrazione biblica in cui si racconta l’uccisione di Abele da parte del fratello Caino. Questo tipo di riflessione è presente nel suo magistero da sempre e in alcune allocuzione importanti. [1]

Nell’intervista con Lorena Bianchetti (Rai1) il Pontefice ha detto ieri: «Uno scrittore diceva che ‘Gesù Cristo è in agonia fino alla fine del mondo’, è in agonia nei suoi figli, nei suoi fratelli, soprattutto nei poveri, negli emarginati, la povera gente che non può difendersi. A noi, in questo momento, in Europa, ci colpisce tanto questa guerra. Ma guardiamo un po’ più lontano. Il mondo è in guerra. Dappertutto c’è guerra. Perché il mondo ha scelto – è duro dirlo – ma ha scelto lo schema di Caino e la guerra è mettere in atto il cainismo, cioè uccidere il fratello».

Si tratta di una passaggio delicatissimo e che una certa insufficienza di conoscenze potrebbe, come abbiamo letto, portare ad associare il pensiero del Pontefice all’armentario concettuale di alcune spiegazioni delle teorie evoluzionistiche. In questo caso si parla e si usa la dicitura «cainismo», per spiegare comportamenti animali che tramite l’uccisione dei più deboli mettono in atto il meccanismo selettivo della specie, e cioè far sopravvivere i più forti tra fratelli o neonati congiunti. In questo caso, detto in altre parole, il «cainismo» serve per garantire la vita ai migliori e più adatti, ma l’uso della parola è solo metaforico.

Va sottolineato che è scontato che il Papa ha sempre parlato di “cainismo” usando questa parola nel senso biblico. Qualsiasi altra lettura è arbitraria e fuorviante.


[1] «Mentre Dio porta avanti la sua creazione, e noi uomini siamo chiamati a collaborare alla sua opera, la guerra distrugge. Distrugge anche ciò che Dio ha creato di più bello: l’essere umano. La guerra stravolge tutto, anche il legame tra i fratelli. La guerra è folle, il suo piano di sviluppo è la distruzione: volersi sviluppare mediante la distruzione! La cupidigia, l’intolleranza, l’ambizione al potere… sono motivi che spingono avanti la decisione bellica, e questi motivi sono spesso giustificati da un’ideologia; ma prima c’è la passione, c’è l’impulso distorto. L’ideologia è una giustificazione, e quando non c’è un’ideologia, c’è la risposta di Caino: “A me che importa?”. «Sono forse io il custode di mio fratello?» (Gen 4,9). La guerra non guarda in faccia a nessuno: vecchi, bambini, mamme, papà… “A me che importa?”.
Discorso Papa Francesco (Sacrario Militare di Redipuglia – Sabato, 13 settembre 2014)

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